Assisi celebra il bimillenario di Augusto.

 

La Città di Assisi in collaborazione con l’Accademia Properziana del Subasio e la Soprintendenza dei Beni Archeologici dell’Umbria.

Sabato 15 novembre, alle ore 9.30, presso la Sala della Conciliazione del Palazzo dei Priori.

Sabato 15 novembre, alle ore 9.30, presso la Sala della Conciliazione del Palazzo dei Priori si tiene l’incontro intitolato “La Città di Assisi per il Bimillenario di Augusto 14.d.C. – 2014”, organizzato dalla Città di Assisi in collaborazione con l’Accademia Properziana del Subasio e la Soprintendenza dei Beni Archeologici dell’Umbria.

La Città di Assisi celebra il Bimillenario della morte di Augusto, in memoria del profondo legame tra l’antico municipio di Asisium e il fondatore della pax Augusta. Dal poeta Properzio, che ha reso immortale il ricordo della guerra di Perugia, al tempio della Minerva che fissa nella pietra il rapporto della città con i Triumviri, alle Domus che testimoniano la comunanza di gusto artistico con la Roma di età augustea, Assisi è infatti tra le rare città che possono celebrare il Bimillenario non come partecipazione ad un atto di omaggio al fondatore dell’impero romano, ma anche come ricordo della propria vita culturale, politica e artistica.

Il programma prevede il saluto di Serena Morosi, Assessore alla Cultura della Città di Assisi, e di Mario Pagano, Soprintendente ai Beni Archeologici dell’Umbria. A seguire, dopo l’intervento di Giorgio Bonamente, Presidente dell’ Accademia Properziana del Subasio, sono previste le relazioni di Paolo Fedeli dell’Università di Bari. Accademia dei Lincei sul tema “Augusto e il suo programma nel IV libro delle Elegie di Properzio” e di Francesca Boldrighini, della Soprintendenza Archeologica di Roma, sul tema “La casa di Properzio nell’Assisi di età romana”.

“L’ Accademia Properziana ha già organizzato un convegno internazionale sul tema “Properzio e l’età augustea” spiega il Presidente dell’Accademia Properziana del Subasio Giorgio Bonamente “cultura, storia, arte, i cui atti sono stati pubblicati ai primi del 2014 per essere in condizione di offrire alla cultura italiana e internazionale, in tempo utile per celebrare Augusto, i termini dei rapporti tra Properzio ed Augusto tanto quanto quelli tra Assisi ed Augusto. La giornata del 15 novembre farà perno, infatti, sulla convergenza delle testimonianze letterarie, archeologiche ed epigrafiche nel disegnare con chiarezza i rapporti fra il centro del potere ed un municipio umbro nel momento in cui il mondo romano si è trasformato da repubblica a principato e Roma è diventata la più importante città del Mediterraneo ellenistico e romano”.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

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L‟Amministrazione comunale, la Soprintendenza ai Beni Archeologici dell‟ Umbria e l‟ Accademia Properziana del Subasio invitano le istituzioni e le associazioni culturali a prendere parte alla celebrazione del Bimillenario della morte di Augusto, che verrà effettuata secondo il seguente programma:

Sabato 15 novembre 2014

Sala della Conciliazione ore 9.30

Saluto delle Autorità

Dott.ssa Serena Morosi – Assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione

Dott. Mario Pagano – Soprintendente ai Beni Archeologici dell‟ Umbria

Intervento del Presidente dell‟ Accademia Properziana del Subasio prof. Giorgio Bonamente

Relazioni:

Prof. Paolo Fedeli . Università di Bari. Accademia dei Lincei

Augusto e il suo programma nel IV libro delle Elegie di Properzio

Dott.ssa Francesca Boldrighini . Soprintendenza Archeologica di Roma

La “casa di Properzio” nell’Assisi di età romana

Il volume che viene presentato sabato prossimo 15 novembre 2014 nel corso della celebrazione del Bimillenario di Augusto contiene gli Atti del convegno svoltosi a Assisi e a Perugia nel maggio 2012: Properzio e l’età augustea: cultura, storia, arte.

Non si tratta di un‟adesione di circostanza alle celebrazioni internazionali del Bimillenario, ma di un‟occasione importante per chiarire il rapporto fra la storia regionale, quale può essere considerata quella di Assisi e dell‟Umbria, e la storia di Roma „al centro del potere‟. Il rapporto fra Properzio ed Augusto è stato, infatti, oggetto di forti contrasti fra gli studiosi (basti citare la ‟Integrazione difficile‟ formulata da Antonio La Penna1) in buona parte fomentati da uno squilibrio fra la conoscenza degli ambienti politici culturali di Roma, noti alla storiografia antica e moderna, e le scarse nozioni sulle aristocrazie municipali, che sono state integrate solo recentemente, grazie alla crescita esponenziale dei dati prosopografici immessi nella ricostruzione della storia antica.

1 A. La Penna, L’integrazione difficile. Un profilo di Properzio, Einaudi, Torino 1977.

Una felice e fortunata coincidenza tra l‟accensione dei riflettori su Augusto nel 2014 e la avvenuta maturazione di una revisione critica sulla poesia, sulla cultura, sulla collocazione politica e sociale di Properzio, verificatasi negli ultimi 50 anni, ha creato le condizioni per affrontare, insieme a illustri specialisti, storici, filologi e archeologi, una ridefinizione del contesto culturale, storico e artistico in cui è vissuto ed ha operato Properzio.

Il volume edito da Brepols registra per l‟appunto i decisi progressi della ricerca sui versanti storico, filologico e archeologico e si presenta come il risultato di una attività di ricerca durata circa 40 anni, come si dirà tra poco. Sarà quindi bene darne una sintesi.

Si è detto di prospettiva storica, filologica e archeologica; il settore propriamente storico è stato tracciato dalle relazioni di Andrea Giardina (Properzio e Augusto), Werner Eck (Properzio e l’aristocrazia augustea) e Roberto Cristofoli (Properzio e Mecenate) e sempre ai riflessi del contesto storico sull‟opera poetica hanno dedicato la loro attenzione Giovannella Cresci Marrone (Properzio e le guerre di conquista), Alison Keith (Le puellae nelle elegie di Properzio e le loro omonime nei reperti epigrafici) e Françoise Hélène Massa Pairault (Properzio tra l’Etruria e Roma). Paolo Fedeli si è invece collocato all‟incrocio fra storia e poesia con un‟ampia relazione Da Cinzia a Cornelia.

Sul versante dell‟ archeologia sono intervenuti Paul Zanker (Il tempio di Apollo Palatino in Properzio e i suoi resti), Francesca Boldrighini (La gens Propertia e l’edilizia di età augustea ad Assisi: il caso della Domus Musae) nonché Maria Laura Manca e Francesco Giorgi (Domus assisiate di età augustea: la Domus del Lararium.

Vi sono quindi i contributi più decisamente filologico-letterari, di Luciano Landolfi (Properzio e Cornelio Gallo: il modello ‘cogente’, il modello ‘sfuggente’), di Raffaele Perrelli (Properzio e Tibullo), di Arturo Álvarez Hernández (Il Virgilio dei primi libri properziani), Niklas Holzberg (Carmina compono, hic elegos. Properzio e Orazio) Rosalba Dimundo (Ovidio e l’elegia di Properzio). A sé va menzionata la lettura antropologica di Carlo Santini (Properzio tra scrittura e visualità: Un contributo alla genesi delle immagini in un poeta augusteo). Il volume è chiuso dalle illuminanti Conclusioni di Giovanni Polara.

La relazione introduttiva di Andrea Giardina2 ha messo in evidenza il silenzio di Properzio su Antonio, la sua presentazione della battaglia di Azio come esito di una guerra civile e, infine, l‟attaccamento alla „piccola patria‟ l‟Umbria e Assisi, tradizionalmente legate alla figura di C. Mario. La sua formula della „deontologia delle guerre civili‟ ha quindi costituito la nota di riferimento per una riconsiderazione sui termini e sulle modalità dell‟adesione ad Augusto.

2 Non pubblicata, ma regolarmente pronunziata a suo tempo, come risulta dall’ampio resoconto dato da Polara alle pp. 424-426.

Werner Eck parla della condizione politica e sociale della famiglia di Properzio, dipanando gli intrecci dei legami prosopografici non solo nella Umbria natale, ma all‟interno dell‟aristocrazia umbra e di quella di Roma, dando concretezza e chiarezza a tante figure, di uomini e donne, che vivono nelle elegie. Non è di poco conto che Cornelia fosse figlia di uno Scipione e di Scribonia, già moglie di Ottaviano, e che suo marito, Publio Emilio Lepido fosse censore.

Giovannella Cresci Marrone ripercorre i temi della politica augustea, dalla restituzione delle insegne di Crasso, all‟alterazione della memoria delle guerre civili, confrontandoli con la ricezione in Properzio secondo precise scansioni temporali.

Françoise Hélène Massa Pairault tocca uno dei temi più sensibili, quello del coinvolgimento della cultura etrusca nel bellum Perusinum, rimasto al fondamento delle remore di Properzio nei confronti di Augusto. Al riguardo richiama l‟attenzione sulla presenza del dio Vertumno.

Alison Keith propone un confronto diretto fra i nomi delle puellae che ricorrono nella poesia di età augustea e le attestazioni epigrafiche coeve, con considerazioni puntuali sul significato di tale fenomeno sociale e culturale; alle tante donne di condizione servile che recano il nome di Laide e Licoride si contrappone la sporadicità di una sola Cinzia e di una sola Delia. Ma, avverte la studiosa, bisogna fare i conti con la casualità dei rinvenimenti epigrafici.

Ai contributi di impronta storica si può ascrivere anche quello di Paolo Fedeli, che ha dato una sintesi significativa collocando il poeta „fra Cinzia e Cornelia‟. La comprensione della figura di Cornelia, dell‟ultima elegia, permette infatti di porre nella corretta prospettiva il problema della riconciliazione del Poeta con gli ideali etico-politici della Roma di Augusto.

Sul versante filologico-letterario si è fatto il punto sui rapporti fra Properzio e gli altri principali poeti augustei, Tibullo (Perrelli), Virgilio (Álvarez Hernández), Orazio (Holzberg), Ovidio (Dimundo). Ricorre nei vari studi la consapevolezza che le singole elegie potevano a volte

circolare anche prima di essere raccolte in libri, almeno negli ambienti ristretti dei poeti romani che praticavano il medesimo genere.

Raffaele Perrelli riesamina i rapporti fra Tibullo e Properzio richiamandosi ai precedenti di Francis Cairns e di M. von Albrecht3, focalizzando l‟attenzione sulle articolazioni interne dei libri e sulle strutture delle singole elegie.

3 F. Cairns, Sextus Propertius. The Augustan Elegist, Cambridge 2006; M. von Albrecht, Properzio e Tibullo: due carriere letterarie parallele e complementari, Atti Convegno 2004, 249-287.

Il confronto con Virgilio è affrontato da Arturo Álvarez Hernández con un nitido status quaestionis, contestualizzando nello svolgersi dei quattro libri di elegie la valutazione che Properzio dà del percorso di Virgilio dall‟alessandrinismo all‟epos romano; nell‟annuncio dell‟Eneide a 2, 34 viene evidenziato il superamento, in Properzio, di una gerarchia fra i generi letterari.

Niklas Holzberg definisce il rapporto con Orazio alla luce dei complessi problemi di cronologia dei singoli componimenti, ma anche di uno spirito di emulazione, con tratti autoironici, che dimostrerebbero la consapevolezza dei rispettivi caratteri e valori.

Per Ovidio, Rosalba Dimundo mette in conto la differenza dei tempi a cui i due poeti fanno riferimento, per concentrarsi poi sulle diversità degli aspetti stilistici e degli atteggiamenti letterari, focalizzando l‟attenzione sul genere dell‟epistola elegiaca.

Il rapporto con Cornelio Gallo, poeta e politico, viene delineato da Luciano Landolfi con circospezione metodologica, alla ricerca della dipendenza di Properzio da Gallo, tenendo però conto delle labili tracce rimaste del primo elegiaco. L‟ampio numero e la rilevanza tematica dei riferimenti a Cornelio Gallo indicano che da lui Properzio prese esempio per la poesia civile che è il suo tratto problematico e caratterizzante.

Roberto Cristofoli esamina personalità e carriera politica di Cilnio Mecenate, per ridelineare il carattere e la funzione del circolo che da lui prese il nome, scandendone con precisione le fasi della storia e delle adesioni di un Virgilio, di un Vario Rufo e di Orazio, fino all‟assunzione di un controllo diretto da parte di Augusto. Anche il rapporto con il Poeta (con cui Mecenate condivideva lo spirito „etrusco‟) viene rivisto precisando che il primo contatto avvenne dopo la pubblicazione del monobiblos, e che analogie di sentire, recusationes o convergenze vanno anch‟esse attribuite a momenti precisi.

La sezione archeologica presenta i due volti complementari dello studio su Properzio, con un contributo sull‟ Apollo Palatino da un canto e su due rilevanti domus di età augustea di Assisi, dall‟altro. Paul Zanker interpreta l‟evidenza archeologica del tempio di Apollo sia in riferimento a tutto il contesto del Palatino sia con l‟ideologia di Augusto (in particolare sul significato delle Danaidi), per metterla poi a confronto con la breve elegia (2, 31), composta fra il 26 e il 23 a.C., in cui viene, comunque, dedicata un‟attenzione inusuale alla „Roma marmorea‟.

Sul versante della „piccola patria‟, Maria Laura Manca e Francesco Giorgi propongono una domus di età augustea, detta „del larario‟ venuta alla luce nel 2001, con affreschi di terzo stile, un peristilio, una cisterna, mosaici a tessere nere e colonne alte più di tre metri. Da essa proviene l‟affresco con scena „degli sposi‟ che è stato scelto come logo del volume per la pertinenza cronologica, ma anche per la delicatezza del tema.

Francesca Boldrighini riapre con determinazione il problema della Domus Musae, databile fra il 30-15 a.C. e il 50 d.C., connotata da temi iconografici dell‟elegia alessandrina e frequentata fino al IV secolo, come attesta un graffito del 367 d.C. Si deve tenere conto, infatti, del suo rapporto con il theatrum costruito da vari esponenti della gens Propertia, tra i quali potrebbe essere identificato anche il poeta.

Extra ordinem il brillante contributo di Carlo Santini, Properzio fra scrittura e visualità. Un contributo alla genesi delle immagini in un poeta augusteo. Il tema è intrigante, perché il Poeta attribuisce acutezza critica proprio all‟occhio di Cinzia, competente nel campo della pittura e della scultura, capace di valutare gli artisti e le loro qualità. L‟esame spazia dalle ecfrasi e dai cataloghi ai passi con veri e propri aspetti teorici della critica d‟arte, facendo emergere l‟attenzione e la

sensibilità del poeta umbro per le espressioni di arte di cui ridondava al suo tempo la Roma di Augusto, al pari dell‟Italia municipale da cui proveniva.

Abbiamo parlato del volume, che, naturalmente, è chiamato a imporsi per il suo contenuto, anche se, già nei nomi dei relatori presenta buone garanzie. Ora è il momento di parlare del „committente‟, per verificare se aveva titolo a chiedere agli studiosi di confrontarsi su Properzio e su Augusto e precisamente presenteremo l‟ Accademia Properziana del Subasio, dimenticando per un momento che è un ente culturale che celebrerà nel 2015 ben cinquecento anni di vita ininterrotta4.

4 Si veda il volume G. Catanzaro, Storia dell’Accademia Properziana del Subasio. Presentazione di F. Santucci. Trascriz. di A. Maiarelli, Assisi 2004, voll. 2 pp. XVI + 310; XVI + 420.

-L‟Accademia Properziana di Assisi ha dato vita ad un centro internazionale di studi su Properzio nel 1976 in virtù di una stretta collaborazione con l‟Università degli Studi Di Perugia, nella quale insegnava il prof. Nino Scivoletto. Al primo Colloqium Propertianum intervennero Eckard Lefèvre dell‟Università di Saarlandes, Paolo Fedeli dell‟Università di Bari, Elio Pasoli dell‟Università di Bologna, Margherita Guarducci dell‟Università di Roma e Francesco della Corte dell‟Università di Genova. Da allora i convegni sono stati tenuti regolarmente con ritmo biennale, fino ad oggi.

-Particolare rilevanza hanno avuto la celebrazione del Bimillenario della morte di Properzio, promossa dall‟ Accademia con un convegno svoltosi a Roma e ad Assisi nei giorni 22-26 maggio 1985, nonché la costituzione, in data 19 ottobre 1989, di un Centro Studi Poesia Latina in Distici Elegiaci, diretto dai proff. Francesco della Corte, Paolo Fedeli e Nino Scivoletto e da tre

rappresentanti dell‟ Accademia.

-Gli atti sono stati pubblicati regolarmente, come dall‟elenco allegato. Gli indici sono consultabili nel sito www.accademiaproperziana.eu. Temporaneamente sono accessibili in www.perusia.unipg.it

-I temi dei Convegni hanno riguardato la poesia, la personalità e la fortuna di Properzio:

1988 Tredici secoli di elegia latina

1990 La favolistica latina in distici elegiaci

1992 La poesia cristiana latina in distici elegiaci

1994 Commentatori e traduttori di Properzio dall’Umanesimo al Lachmann

1996 A confronto con Properzio (da Petrarca a Pound)

1998 La poesia umanistica latina in distici elegiaci

2000 Properzio alle soglie del 2000. Un bilancio di fine secolo

2002 Properzio tra storia arte mito

2004 Properzio nel genere elegiaco. Modelli, motivi, riflessi storici

2006 I personaggi dell’elegia di Properzio

2008 Tempo e spazio nella poesia di Properzio

2010 Properzio fra tradizione e innovazione

2012 Properzio e l’età augustea: cultura, storia, arte

2014 Le figure del mito in Properzio

-Nella prima serie, fino al 2000, il focus è stato indirizzato sulla collocazione di Properzio nel genere letterario dell‟elegia, dai suoi modelli greci, alla collocazione nell‟ età augustea e alla sua fortuna, fino ai nostri giorni. Nel ciclo più recente si sta approfondendo la dimensione storica di

Properzio. Si possono segnalare i temi della educazione e della provenienza sociale, il problema della città d‟origine, i rapporti con Augusto e con i poeti coevi.

Al ricorrere del bimillenario della morte di Augusto l‟Accademia ha ritenuto che fosse giunto il tempo di trarre un bilancio del crescente interesse per il Poeta umbro, chiedendo ai Relatori la messa a fuoco di due punti di osservazione: il rapporto intessuto con Augusto da un canto, il confronto e l‟interazione con i poeti ed i circoli letterari di Roma dall‟altro.

Le vicende biografiche hanno marchiato la sua vita poetica. Morte del padre, fine del suo popolo divenuto pulvis Etrusca, riluttanza ad integrarsi nella nuova aristocrazia emergente dalla rivoluzione romana hanno rappresentato la base dei suoi rapporti „imperfetti‟ con Cinzia, con Mecenate e con Augusto. Il legame mai spezzato con la terra natale gli fa dire: Umbria Romani patria Callimachi !

Ma il confronto con Augusto ha sollecitato anche l‟immissione nel dibattito storiografico di dati nuovi riguardanti il complesso dei monumenti della città di Assisi, dal Tempio di Minerva, di età triumvirale, al cospicuo patrimonio epigrafico sulla gens Propertia, alle risultanze archeologiche della Domus Musae e della Domus del Lararium.

Tenendo conto di questa complessità di sollecitazioni, i presenti Atti vanno letti come un confronto di sintesi tra filologi, primi e legittimi depositari del secretum della poesia di Properzio5, archeologi, epigrafisti e storici, chiamati a definire in termini dinamici – di imitazione, di assimilazione e di confronto – sia i rapporti del Poeta con Roma e con Augusto, sia quelli della sua Assisi e delle città umbre ed etrusche della Valle Umbra con la cultura, con l‟arte e con i gruppi politici attivi nella Roma triumvirale ed augustea. Dei risultati conseguiti dà conto Giovanni Polara nelle Conclusioni; importa notare che nella quarantennale evoluzione degli studi su Properzio – favorita anche dall‟Accademia Properziana del Subasio – la comprensione della sua poesia non è stata mai disgiunta da una puntuale contestualizzazione storica dell‟autore, con specifico riferimento all‟Umbria e all‟Etruria, profondamente sconvolte dalla Guerra di Perugia.

5 P. Fedeli (edidit), Sexti Properti Elegiarum Libri IV, Stuttgart 1984

6 M. Gaggiotti – L. Sensi, Ascesa al senato e rapporti con i territori d’origine. Italia: regio VI (Umbria), in Epigrafia e ordine senatorio, Atti del Colloquio Internazionale AIEGL, (Roma 14-20 maggio 1981), II (Tituli, 5), Roma 1982, pp. 245-274; M. Torelli, Ascesa al senato e rapporti con i territori d’origine. Italia: regio VII (Etruria), ibidem, pp. 275-299.

7 G. Forni (a cura di), Epigrafi lapidarie romane di Assisi, Perugia 1987.

8 G. Forni, I Properzi nel mondo romano: indagine prosopografica, in “Rendiconti Accademia Naz. dei Lincei” 8,40,1986, pp. 205-224.

Il rapporto fra Properzio e Augusto, indubbiamente segnato da due elementi concomitanti, quali la morte prematura del padre e la perdita dei beni, a fondamento di un rancore personale inestinto, da tempo non è più esaminato in chiave prevalentemente etico-psicologica; altrettanto va detto di una definizione ideologica del ruolo assunto dal Poeta di fronte al formarsi del „regime augusteo‟. La crescita esponenziale delle conoscenze relative a personalità di rango senatorio ed equestre, per i tre lustri nei quali il Poeta ha operato a Roma, ha superato i migliori auspici di Ronald Syme: le vicende di Properzio, oltre ad essere meglio definite nei termini di una dinamica personale, possono ora essere inquadrate nelle cospicue presenze umbro-etrusche nell‟Urbe, fra cui sono particolarmente note le figure dei due senatori di Perugia della gens Volcacia.

Al riguardo, un contributo di importanza fondamentale resta l‟esame sistematico dei patrimoni epigrafici dell‟Umbria6: la pubblicazione del corpus delle epigrafi di Assisi, curato da Giovanni Forni – primo dei Cataloghi editi dalla Regione Umbria – è del 19877. Due anni prima, con la memoria lincea sulla gens Propertia8, era stata messa fine a una querelle secolare sull‟appartenenza o meno del Poeta al municipio di Assisi.

Ma gli studi riguardanti l‟Umbria, Assisi e Properzio si sono mossi anche nella prospettiva speculare della dinamica fra „centro del potere‟ ed ambito regionale, ricostruendo i tanti orditi di una trama di influssi politici e culturali, assimilati con sorprendente rapidità: si pensi alla „fase

ellenizzante‟ della città di Assisi riscontrata nella sua diffusa ricerca di monumentalità9; alla decisa „autoromanizzazione‟ ancor prima di diventare municipium10. Ma sono soprattutto due edifici di scoperta relativamente recente, come la Domus Musae, portata alla luce a partire dal 1948, o recentissima, come la Domus rinvenuta nel 2001, ad avere fornito documentazione di alto livello formale e spunto per la ricostruzione del tessuto culturale della città di Asisium e dei suoi rapporti con monumenti e gusti artistici di Roma. Si è quindi verificata una vantaggiosa concomitanza fra l‟evoluzione delle prospettive storiografiche in ordine al rapporto fra „intellettuali e potere‟e un‟intensa promozione della ricerca – in grande parte riconducibile alla collaborazione fra l‟ Accademia Properziana del Subasio, la Soprintendenza per i Beni archeologici e l‟Università di Perugia – che ha permesso di ricostruire su nuove basi il contesto sociale e culturale di cui Properzio è espressione.

9 P. Zanker (a cura di), Hellenismus in Mittelitalien. Kolloquium in Göttingen, vom 5. Bis 9. Juni 1974, I-II, Göttingen 1976; P. Gros – D. Theodorescu, Le mur du nord du ‘forum’ d’Assise. Ornamentation pariétale et spécialisation des espaces, in MEFRA, 97, 1985, pp. 879-897; M. J. Strazzulla, Assisi Romana, Assisi 1985 [1987].

10 F. Coarelli, Assisi repubblicana: riflessioni su un caso di autoromanizzazione, in Atti Accademia Properziana del Subasio, s. VI 19, Assisi 1991, pp. 5-22; F. Coarelli, Da Assisi a Roma. Architettura pubblica e promozione sociale in una città dell’Umbria, in G. Bonamente – F. Coarelli (a cura di), Assisi e gli Umbri nell’antichità. Atti del Convegno Internazionale, Assisi 18-21 dicembre 1991, Assisi 1996, pp. 245-263.

11 M. Guarducci, Epigrammi greci in una casa romana di Assisi, in Colloquium Propertianum. Atti del convegno internazionale di studi properziani, Assisi 26-28 marzo 1976, Assisi 1977, 123-129; Eadem, Domus Musae. Epigrafi greche e latine in un’antica casa di Assisi, in “Memorie dell‟Accademia dei Lincei”, 23, Roma 1979, 269-297; Eadem, La casa di Properzio: nuove riflessioni sulla Domus Musae di Assisi e sulle sue epigrafi, in “Rendiconti dell‟Accademia Naz. dei Lincei”, cl. Scienze morali, stor. e filol., 40, 1985, 163-181.

Emerge, come strumento ermeneutico, la realtà storica e monumentale di Assisi e delle altre città nelle quali sono attestati esponenti della gens Propertia, ma anche i Caesii, i Petronii, i Vibii, i Volcacii, i Volumnii, saldamente presenti nella Roma di Augusto. Quella Valle umbra brumosa che affiora nelle immagini del Poeta si popola di monumenti ragguardevoli che attestano le affinità del gusto artistico e del lusso, i forti legami politici e di clientela con la città di Roma: la documentazione archeologica della città di Assisi è infatti presente nel volume con un riesame della c.d. Domus Musae (dopo decenni di dibattiti a partire dallo studio dei testi epigrafici ivi contenuti11) e con una presentazione della Domus del Lararium, già impostasi all‟attenzione per la grandezza e per la presenza di affreschi di età augustea connotati da alto livello stilistico. Se si tiene presente anche la datazione „triumvirale‟ del tempio (tempio di Minerca o dei Castori) che tuttora campeggia sulla piazza del Comune, fatto innalzare da una gens, quella dei Caesii, i cui esponenti sembrano avere goduto di un particolare favore tra la fine della repubblica e la prima età imperiale, si può avere un‟idea dell‟importanza specifica che, nel caso di Assisi, la storia della città d‟origine riveste per la comprensione del suo Poeta.

Con questo volume, presentato in occasione di Bimillenario di Augusto, l‟Accademia Properziana del Subasio di Assisi tira pertanto le fila di un ciclo quarantennale iniziato nel 1976 di ricerche sistematiche sull‟opera e la biografia di Properzio, prendendo spunto, allora, dalla prossimità del bimillenario della morte del Poeta, che venne celebrato a Roma e in Assisi nell‟anno 1987. Nell‟insieme si tratta di una serie di Atti di Convegni nella quale quelli che ora si pubblicano ricoprono il XIX posto (extra ordinem va aggiunto alla serie il Convegno Internazionale Assisi e gli Umbri nell’Antichità svoltosi nel 1991).

Allo stesso tempo l‟Accademia apre una stagione nuova, all‟insegna della collaborazione con Brepols, che ha accolto gli Atti del Convegno internazionale su Properzio e l’età augustea costituendo una Collana apposita, destinata a pubblicare anche volumi monografici sul Poeta di Assisi e, più in generale, sulla poesia latina, per una più decisa promozione a livello internazionale. Conservando il numero della serie (XIX), l‟editore e l‟Accademia vogliono dare – imitando

Augusto – il segnale di un‟innovazione che si radica in una tradizione. I singoli contributi editi dal 1976 al 2012 sono consultabili anche nel sito attivato dall‟Accademia www.accademiaproperziana.eu (temporaneamente sono accessibili in www.perusia.unipg.it), per utilità, certo, ma anche per rendere perspicua la continuità di un metodo e di un progetto scientifici.

Giorgio Bonamente

Presidente dell‟ Accademia Properziana del Subasio

 

 

12/11/2014

Ufficio Stampa Comune di Assisi

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