PD Bastia Umbra: “Tassa sulla pubblicità: il silenzio sarebbe stato meglio”.

Come per la questione Ponte della Bastiola, dopo mesi di silenzio sul tema imposte e pubblicità finalmente l’Amministrazione si degna di una risposta. E come per la questione Ponte della Bastiola il silenzio sarebbe stato meglio.

Nessuno intende gettare benzina sul fuoco, solo tutelare imprese e attività commerciali che, di punto in bianco, si ritrovano a dover pagare sanzioni, anche di migliaia di euro, per insegne e imposte che hanno esposte da anni, se non decenni.

Nessuno invita all’illegalità, si chiede solo, in un periodo in cui imprenditori e commercianti si trovano a dover fare salti mortali, di non infierire per fare cassa.

Ci viene ricordato spesso che un Amministratore dovrebbe agire secondo il principio del “buon padre di famiglia”. A nostro giudizio un buon padre di famiglia prima di dare uno schiaffo, dovrebbe quantomeno avvertire che il comportamento che si sta tenendo non è corretto o che non lo si può più tollerare, sulla base del principio “uomo avvisato mezzo salvato”.

Adesso, dopo che la parte di informazione preventiva è stata totalmente omessa nonostante lo stesso regolamento dava alle attività commerciali tempi per l’adeguamento, arriva anche la beffa – per non usare altri termini – del vademecum sull’applicazione dell’imposta sulla pubblicità.

La cosa forse più grave è che questo vertiginoso aumento delle imposte arriva da un’Amministrazione che dovrebbe essere vicina a imprese e commercianti, e che invece, dopo il colpo di scena ad inizio mandato dell’eliminazione della tassa di scopo per l’edilizia scolastica che “pesava” pochi euro a famiglia, prima ha portato l’addizionale Irpef al massimo consentito dalla legge (0,8%) ed ora colpisce le imprese e le attività commerciali con imposte e sanzioni.

Noi continueremo ad essere dalla parte di commercianti, artigiani ed imprenditori che sono stati e devono tornare ad essere l’anima dello sviluppo di Bastia.

09/08/2017

PD Bastia Umbra

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