A seguito delle dimissioni dal Tavolo Assist Cultura, Paolo Ansideri: “In quale modo affrontare la ‘Questione Assisi’?”

Non può un articolo di giornale permettere la compiuta esposizione di argomentazioni, nè tantomeno post e cinguettii nascosti nei meandri (ed a volte i miasmi) dei social media.

Lo scorso primo ottobre ho voluto comunicare pubblicamente le mie dimissioni dal tavolo cultura, accennando alla divergenza politico-strategica nei confronti dell’amministrazione e rimandando allusivamente a successivi momenti di approfondimento.

Accennavo anche all’unico modo in cui i nodi di fondo della Questione Assisi possono essere a mio parere trattati. Assisi, come ogni comunità locale, rappresenta per chi intende governarne le sorti, una complessità da interpretare, conoscere ed analizzare: è un unico “ecosistema”, come viene definito del DUP (documento unico di programmazione).

Volendone ulteriormente definire il perimetro, ha palesemente in comune con altre poche città una preponderante valenza di sito storico-artistico e religioso, ma forse con altre pochissime, se non unica, porta in sé una forte carica simbolica che l’ha posta, dal 1986 anno dell’incontro interreligioso di Giovanni Paolo II, al centro di un focus mediatico di portata mondiale.

Se riconosciamo quindi in questa bozza di profilo, la natura del sito Assisi, non possiamo che definire come estremamente oneroso lo sforzo di ridurre questa complessità ad una ragionevole comprensione razionale, necessaria per poterne tracciare linee guida di amministrazione e governo.

Una complessità che nella sua interezza va compresa, interpretata e analizzata sia quanto all’esistente che al potenzialmente implementabile.

Riduzione cognitiva e concettuale che rischia di trasformarsi in amorfa e irreale semplificazione se i modi di questa riduzione, per loro natura, non sono capaci di rendere concettualmente la complessità analizzata.

E’ per questo motivo che ritengo inadeguate le forme comunemente usate e condivise per la discussione di tematiche inerenti la politica culturale e del turismo di Assisi.

Non può un articolo di giornale permettere la compiuta esposizione di analisi, ragionamenti ed argomentazioni, né la verve di botta e risposta di contrapposizioni politiche e tantomeno post e cinguettii nascosti nei meandri (ed a volte i miasmi) dei social media.

Non può permettere una seria cognizione della profondità della questione, delle diverse analisi e visioni in campo, nessuna pratica delle cosiddette “riunioni partecipative” in cui si vorrebbe che in cinque minuti, tanto il tempo concesso al “giro di microfono”, fossero espresse serie analisi e proposte che finiscono quindi con il tramutarsi in legittime opinioni democraticamente ammesse nel consesso della libera, molto libera, espressione.

Non può permettere uno proficuo scambio di analisi divergenti, nessun tavolo di pochi eletti, che esclude a priori storici conoscitori della complessità, determinanti protagonisti della scena pubblica, valenti studiosi ed intellettuali locali, necessarie competenze esterne.

E’ in questo senso quindi, che ho ritenuto opportuno chiedere uno spazio adeguato per poter esporre le mie considerazioni, seppur non esaustivamente, nella forma di una serie di articoli che verranno pubblicati sul Corriere dell’Umbria, per quanto di carattere generale, e in siti web locali per quanto attinente alla realtà assisana.

Auspico che lo stesso spazio venga concesso anche ad altri, per poter pensare che forse un giorno si possa arrivare ad un confronto pubblico, consapevoli delle analisi altrui e per la durata che è necessaria oltre il “democratico giro di microfono”.

Questi i prossimi articoli che saranno progressivamente pubblicati e raccolti nel sito www.oicosriflessioni.it con il titolo “Assisi nel tempo presente. Versione Assisi”. Gli articoli del Corriere dell’Umbria avranno il titolo “Assisi nel tempo presente. Versione Corriere dell’Umbria”.

  • Assisi nel tempo presente. Autonomia di Cultura da Religione e Turismo. Premessa
  • Autonomia di Cultura da Religione. Commento al documento “Assisi nel terzo millennio”, gruppo di lavoro del Vicariato per la cultura, giugno 2017
  • Genius loci, genius temporis e il turista convertito
  • Perché la pace e non la guerra? Libera scelta o precettistica?
  • Assisi nel tempo presente. I miei valori di riferimento, i principi non negoziabili, le linee guida
  • Autonomia di Cultura da Turismo
  • A chi appartiene il Turismo? Turismo spa, azienda a maggioranza pubblica
  • Quale Assisi?
  • Assisi città internazionale di cultura per la formazione e produzione culturale
  • Assisi nel tempo presente. Il percorso progettuale

 

10/11/2017

Paolo Ansideri

Articolo letto 18 volte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *