Discorso del Sindaco inaugurazione nuovo Museo della Memoria e cappellina Gino Bartali e intitolazione a Gino Bartali del tratto assisano della pista ciclabile Assisi – Spoleto

Museo della Memoria
Giro d’Italia
Assisi, 16 Maggio 2018

Signori Ambasciatori,
Autorità civili, militari e religiose
Gentili Ospiti e Concittadini,

a nome della Amministrazione Comunale e della città di Assisi tutta porgo il più cordiale saluto di benvenuto a Voi qui convenuti nel luogo ove Francesco, spogliandosi di tutto, si rivestì di Pace e divenne il Santo che, ancora oggi ed oggi più che mai, con il suo esempio di vita e di fede, illumina il mondo.
Vorrei ringraziare il nostro Vescovo, S. E. Mons. Domenico Sorrentino, e tutti coloro che con lui hanno collaborato – in particolare l’Opera Casa Papa Giovanni diretta da Daniela Fanelli e la dottoressa Marina Rosati – perché oggi, con l’ampliamento del Museo della Memoria e con la sua collocazione laddove il Vescovo Mons. Giuseppe Placido Nicolini ideò e diresse le coraggiose azioni che portarono alla salvezza di tante vite umane, consegna una ancora più ampia testimonianza di come la Città di Assisi abbia saputo, in alcuni dei momenti più bui della storia, farsi vicina ai più poveri, ai perseguitati e agli oppressi.
Il Museo della Memoria di Assisi celebra i Giusti di Assisi, persone che, con sprezzo del pericolo e rischiando la propria vita, non si sono fatti intimorire dalla storia e hanno sfidato il potere, la violenza e i soprusi per salvare, gratuitamente, senza nulla in cambio, altre vite umane.
Tra di loro, il grande Gino Bartali, campione dello sport e soprattutto campione di vita. Quella vita che ha difeso con tutte le sue forze e la sua grinta di campione, anche quando quella vita ha assunto le sembianze di donne, uomini, famiglie, bambini mai incontrati, mai conosciuti, ma che rischiavano di morire in modo atroce e ingiusto.

Grazie a Giusti come Gino Bartali, tra i quali il Vescovo Nicolini, il suo collaboratore Don Aldo Brunacci, francescani, religiose e religiosi, ma anche laici e cittadini Assisani – come i tipografi Luigi e Trento Brizi – in quegli anni tragicamente bui della storia, una luce di speranza si è levata da Assisi.
Grazie al loro coraggio la Città di Assisi è diventata luogo di salvezza per centinaia di persone negli anni ’43-‘44, ed ha per questo ottenuto nel 2004, dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la medaglia d’oro al merito civile, con una motivazione che è per noi motivo di orgoglio: “Con spirito cristiano ed encomiabile virtù civile durante l’ultimo conflitto mondiale, Assisi si distinse per particolari iniziative e atti umanitari che evitarono la distruzione di un inestimabile patrimonio artistico e consentirono la salvezza di numerosi perseguitati politici, ebrei, profughi e sfollati, nonché la cura di migliaia di feriti di ogni nazionalità, ricoverati nelle strutture sanitarie cittadine. Splendido esempio di amore per il prossimo e di solidarietà tra i popoli”.
Se la Città di Assisi ha avuto allora questo coraggio, lo dobbiamo all’esempio di San Francesco. Che con la sua testimonianza, ancora oggi ed oggi più che mai, sa infondere profezia e coraggio nella e dalla Città Serafica, rendendola simbolo di Pace ed armonia, possibili oltre ogni razionale immaginazione, perché l’Amore tutto può.

Siamo ad 800 anni dalla presenza dei francescani in Terrasanta, mentre nel 2019 ricorrerà l’ottavo centenario dell’arrivo di San Francesco in Terrasanta, dove Egli in prima persona ha voluto cercare la pace perseguendo costantemente il dialogo, con tutti.
Oggi vediamo con preoccupazione e con dolore ciò che sta accadendo in Terrasanta. Dalla Città di San Francesco non può non levarsi un grido di condanna contro ogni forma di violenza sproporzionata, soprattutto quando colpisce gli innocenti, perché oggi come allora, negli anni bui della II guerra mondiale, la Città di Assisi, Città di San Francesco non può che essere vicina ai poveri, ai perseguitati e agli oppressi. Ma, oggi come allora, la Città di Assisi non si arrende alla disperazione, non può rimanere passiva, e continua, nel solco della testimonianza del suo Santo, a perseguire la ricerca e la speranza della Pace.

Ciò che sta accadendo in Terrasanta trova origine nella mancanza, da troppo tempo, di dialogo tra le parti. Odio e violenza si possono disinnescare solo con il dialogo.
Assisi, città di San Francesco, città della pace, città gemellata con Betlemme, città che vuole essere vicina ai più poveri, ai perseguitati e agli oppressi, come un ponte, non appartiene né all’una né all’altra parte.
Invitiamo ogni parte a riprendere il tavolo dei negoziati per parlare, vi invitiamo a farlo proprio ad Assisi: il dialogo diretto tra le parti, quel dialogo senza il quale non ci può essere concordia e non si può arrivare alla pace, è l’unica strada.
Per l’esempio di vita e la testimonianza viva di San Francesco, come ha mostrato al mondo San Giovanni Paolo II, Assisi può diventare il luogo del dialogo per costruire la Pace, il luogo dove ciascuno può diventare strumento di Pace.
Per favore, venite ad Assisi e date al mondo la speranza della Pace. Che tutti noi, ciascuno nella propria sfera di responsabilità, nello Spirito di Assisi, possiamo diventare strumenti di Pace, sempre al servizio con grande umiltà, seguendo l’esempio di San Francesco d’Assisi.
Grazie per essere qui, oggi.

Intitolata a Gino Bartali la pista ciclabile Assisi – Spoleto

In data 8 maggio 2018 la Commissione Toponomastica del Comune di Assisi ha deliberato l’intitolazione della prima pista ciclabile sul territorio al campione Gino Bartali. La Commissione, presieduta dal vice sindaco Valter Stoppini e della quale fanno parte tra gli altri i consiglieri Paolo Lupattelli e Carlo Migliosi, ha votato all’unanimità la proposta. Il tratto della pista Assisi – Spoleto che solca le strade della terra di San Francesco verrà dedicata al famoso ciclista, campione nello sport e nella vita. Un gesto simbolico e significativo in quanto la pista copre il tratto dal Santuario di Rivotorto a Santa Maria degli Angeli, tratto che storicamente il ciclista percorreva trasportando di nascosto i documenti che avrebbero permesso ad ebrei rifugiati di sfuggire dalla persecuzione fascista. Oggi i ciclisti in partenza dalla piazza di Santa Maria hanno percorso quel tratto di strada nel ricordo del campione toscano simbolo di pace e coraggio.
Proponiamo inoltre in allegato il discorso del Sindaco Stefania Proietti questa mattina in presenza del Vescovo di Assisi Mons. Domenico Sorrentino, dell”Ambasciatore d’Israele in Italia Ofer Sachs e dell’Ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede Oren David, in occasione dell’inaugurazione del nuovo Museo della Memoria e della Cappellina Gino Bartali.

Ufficio Stampa Comune di Assisi

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