Bastia – Consiglio Comunale del 28/11/2018 – L’opinione del gruppo PD.

Torino è il primo comune in Italia ad aver approvato all’unanimità un ordine del giorno di contrarietà al ddl Pillon. Bastia Umbra sarebbe stato il secondo comune a farlo, se non avesse avuto una maggioranza che ha preferito non urtare la sensibilità della Lega bastiola (o regionale, forse?) ed evitare di aggravare i toni già tesi della trattativa per le prossime comunali, piuttosto che entrare nel merito di un disegno di legge che stravolge 50 anni di battaglie per la tutela dei minori e per l’evoluzione del diritto di famiglia; che ignora i casi di violenza sui minori, piuttosto che sulle donne!

Solo così si può leggere quanto avvenuto in consiglio comunale il 28/11 in riferimento alla mozione presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico per esprimere contrarietà al disegno di legge Pillon, su cui abbiamo assistito al voto della maggioranza che non ha voluto prendere posizione contraria al disegno di legge né tantomeno l’impegno ad attivarsi affinché venga fermato l’avanzamento parlamentare del testo di legge. Invero dopo l’illustrazione si sono susseguiti una serie di interventi dei membri dell’ala politica che sostiene l’amministrazione, nonché quello del Sindaco, che poggiavano da un lato sulla complessità del tema e quindi la difficoltà a prendere una posizione nel merito, e dall’altro sulla incompetenza del consiglio comunale, come soggetto istituzionale, a discutere di temi di portata nazionale. Motivazioni palesemente infondate e smentite nei fatti, con l’esempio di quanto avvenuto a Torino. Ma anche nel merito. Il ddl Pillon è infatti tema di quotidiana trattazione sia da parte di esperti che da parte di associazioni, giornalisti, politici, trasmissioni televisive, convegni accademici e chi più ne ha più ne metta, per la sua gravità ed importanza. Inoltre la mozione è stata depositata presso la segreteria generale ed era a disposizione degli uffici, del sindaco della giunta e di tutti i consiglieri comunali da oltre un mese.

Ciò per dire che se ci fosse stato anche un minimo interesse a conoscere e ad approfondire, ve ne sarebbe stato tutto il tempo. Ma l’interesse era un altro, evitare destabilizzazioni interne, andando sopra al diritto delle persone.

Come se ciò non bastasse, per porre attenzione sul livello politico di chi governa Bastia, si sono aggiunte, le parole dell’assessore alla Cultura, Paola Lungarotti che, dopo le dichiarazioni fatte qualche settimana fa sul matrimonio, ha voluto dare ulteriore sfoggio del suo attaccamento a tale istituto definendolo come “un momento fondativo e imprescindibile nella vita di ogni persona” (si cita testualmente), affermando che la previsione nel ddl Pillon del mediatore sia da accogliere con favore in quanto potrà svolgere anche quell’attività di possibile riconciliazione familiare necessaria per scongiurare la deriva dell’unione matrimoniale.

Grave e sbagliato! Grave perché in molti casi purtroppo le crisi familiari sono caratterizzate da violenze, sia dirette che indirette, e in tali casi ci si può solo augurare che non vi sia riconciliazione alcuna, ma assoluto e totale allontanamento del soggetto violento! Sbagliato perché in realtà il mediatore non ha, a differenza di quanto dice l’assessore, il compito di svolgere i tentativi di riconciliazione familiare (già la legge vigente pone tale funzione a carico dell’avvocato prima, del giudice poi), ma solo di redigere un piano genitoriale di organizzazione della vita del bambino alla luce della previsione dell’affido paritario.

Cambiando argomento, registriamo anche la bocciatura della nostra richiesta di investire parte delle entrate derivanti dalle imposte su pubblicità e pubblica affissione per un progetto a sostegno di imprese e commercio. Così va! A detta del sindaco le nostre imprese sono sane e virtuose, e per questo non hanno alcun problema a pagare le imposte così come vengono gestite da due anni a questa parte. Ci risulta una realtà un po’ più complessa, ma forse il signor sindaco vive poco Bastia.

Sarebbe roba da far accapponare la pelle, se non fosse che ormai questa maggioranza, in questi 10 anni bui, ci ha abituato a questo e a molto altro!

Insomma una nuova brutta pagina della politica della nostra città è stata scritta, in cui si baratta la battaglia di principio per i minori, per le donne che ogni giorno vengono massacrate, che sono costrette a restare in casa con il marito a causa della non autosufficienza economica, per privilegiare i giochi politici, quelli delle riunioni (nemmeno troppo ben) nascoste in cui si parla di accordi di coalizione e di ruoli per le prossime amministrative; in cui chi lavora, crea sviluppo, economia e posti di lavoro, viene assaltato per rimpinguare le casse comunali senza che il Comune si senta minimamente in dovere di restituire qualcosa in termini di impegno sinergico con chi ogni giorno sfida la crisi!

Gruppo Consiliare Partito Democratico – Unione Comunale Partito Democratico Bastia Umbra

Bastia Umbra 04/12/2018

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