Guerra dei Comuni per lo Smaltimento dei Rifiuti in Umbria. Claudio Ricci: nel 2016 Dissi che Era un Tema Prioritario. Anche al 70% di Raccolta Differenziata Rimarrebbero 120.000 Tonnellate all’Anno. La Regione Umbria attivi Subito un Tavolo di Gestione.

Perugia, 7 Gennaio 2019.
Come cita la stampa è in atto, in Umbria, la “guerra dei rifiuti”. Comuni uno contro l’altro. Discariche in via di esaurimento e impianti non sufficienti. L’AURI (Autorità Umbra Rifiuti ed Idrico), che riaggrega le 4 strutture territoriali (ex ATI), deve ancora entrare nella piena efficenza operativa.
È mancata una “regia regionale adeguata”, anche se occorre citare, per precisione, che l’AURI è costituita dai comuni e soprattutto molti problemi derivano, per quantità, dall’ex ATI 2 (ambito del perugino, con tutte le problematiche afferenti a GESENU e GEST).
La situazione è semplice (e ricordo di averla citata in Consiglio Regionale già nel 2016): anche se si arrivasse oltre il 70% di raccolta differenziata media, in Umbria, rimarrebbero da smaltire (di materiale “indifferenziato“) circa 120.000 tonnellate all’anno (dati della commissione parlamentare).
Giustamente le discariche non si devono ampliare e, quindi, non rimare che: diminuire la quantità di rifiuti prodotti (con un piano adeguato), migliorare le qualità della raccolta differenziata e riqualificare ampliare gli impianti esistenti (evitando impatti ambientali e grandi strutture di smaltimento che sarebbero problematiche).
Purtroppo tutti hanno aspettato senza che nessuno decidesse e adesso il “tempo è scaduto”. Credo, come già dissi a dicembre 2018, durante la discussione sul DEFR (Documento di Economia e Finanza Regionale), la Regione Umbria, anche se la competenza è dei comuni, deve attivare subito un “tavolo d’emergenza operativo”. È un problema prioritario e, se non si intervenire, entro 2/3 anni sarà, di fatto, “ingestibile”.
Claudio Ricci
(Consigliere Regionale).

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