PD Bastia: “Bilancio di previsione 2019 Un documento anonimo che non parla a nessuna categoria, né sociale né economica, della nostra città!”

Nella seduta consiliare del 27 dicembre è stato presentato il bilancio di previsione per il 2019. Conti in ordine come prescrive la legge, ma anche conti che mostrano un documento privo di visione strategica e di spirito politico. Nulla di nuovo: sono anni che la maggioranza approva bilanci vuoti da ogni impostazione filosofica della città, con l’unico risultato di non aver supportato la storica vocazione di Bastia e di non averne nemmeno create di nuove.

Trattasi di un bilancio che non parla a nessuno

Non parla ai giovani: viviamo in una città che non ha nulla da offrire ai nostri ragazzi, ne tantomeno alle associazioni, siano esse culturali sportive ludiche o altro, che i ragazzi frequentano. Ci sono state società sportive interessate ad operare nel nostro territorio che non hanno avuto risposta alcuna da questa amministrazione, ve ne sono altre che da anni operano nel territorio che hanno sistemazioni a dir poco indegne e su cui l’amministrazione uscente nulla ha detto circa gli intenti per il futuro.

Non parla alle fasce più deboli, anziani e famiglie che si trovano a vivere situazioni di malattia. Una città come Bastia deve necessariamente riflettere sul ruolo che l’ente comunale può svolgere per supportare certe fasi della vita molto difficili. Diversi sono i casi in cui ci si trova a gestire malati in casa, e contemporaneamente si è costretti a lavorare, o peggio ancora, si è costretti ad abbandonare il proprio lavoro per assistere il malato. Eppure nemmeno di questo si vede un cenno di idea da parte di questa amministrazione.

 Non parla alle imprese e al commercio. Ci si fregia della virtuosità di questo territorio come se questa amministrazione ne avesse qualche merito, quando appare piuttosto evidente, ed ovvio, che le eccellenze economiche di questa società sono state determinate dalla dedizione, dalla lungimiranza, dalla capacità di chi guida queste realtà da tempi precedenti. Nulla viene pensato ed impostato per supportare commercio e impresa, nulla viene proposto soprattutto per attrarre nuove forze ed economie nel nostro territorio. Ciò che ad oggi resta, sono le cattedrali costruite nelle campagne, non solo occupando suolo “vergine”, ma costringendo anche l’imprenditore ad effettuare opere necessarie per rendere il proprio stabilimento agevolmente fruibile e visibile.

Certo, che non c’è da stupirsi, purtroppo!

Non ci si può stupire se chi, per anni, ha urlato al complotto per la mancata realizzazione del sottopasso di Via Firenze, dopo 10 anni è stato capace solo di produrre una speculazione edilizia e 5 mostri di cemento armato intaccando anche l’area verde destinata al parco sul fiume Chiascio. Non ci si può stupire se chi, per anni, ha parlato di mala gestione dei soldi pubblici, dopo 10 anni è stato capace di chiudere la casa comunale per anni aumentando i costi delle locazioni in modo esponenziale. Sul rifacimento del Municipio c’è da aggiungere che la Regione Umbria ha riconosciuto al comune di Bastia un contributo di circa 1 milione 200 mila euro, parte del quale però sembra essere stato usato per incatramare alcune strade. Ma intanto gli affitti su cui sono stati sistemati gli uffici continuano a scorrere, comportando spese mensili sostanziose per le casse del comune. Non ci si può stupire se chi, per anni, ha urlato contro una fantomatica incapacità delle precedenti amministrazioni, non solo ha buttato nel secchio tutto il lavoro fatto e pagato (con oltre 400.000 euro) sul Piano regolatore, ma dopo 10 anni non è stato nemmeno capace di dotare la nostra città di un nuovo PRG, in grado di dare risposte alle domande economiche del presente e di guidare quelle del futuro

Sui proclami circa gli investimenti c’è solo da restare amareggiati su più fronti.

Da un lato i 21 milioni di cui si parla non sono esattamente 21 milioni, ma da quanto ci è stato riferito in consiglio comunale solo 15.

Dall’altro se fosse vero che dopo 21 milioni di euro di investimenti e Bastia è ridotta nei termini in cui la vediamo, ossia spenta e anonima, c’è veramente da constatare che non è stata azzeccata nemmeno una scelta!

Da ultimo, volendo ammettere che siano 21 i milioni di euro investiti, sono comunque una cifra irrisoria (nemmeno il 10%) rispetto ai circa 250 milioni di euro che l’amministrazione di Bastia ha gestito nei 10 anni di attività di governo.

Il dato è ineludibile: a descrivere questi 10 anni di amministrazione sono i 5 palazzoni sull’area Franchi, è la struttura di Sant’Angelo lasciata marcire sotto le intemperie; è la piazza vuota anche a Natale e il pavimento completamente distrutto dal traffico delle macchine; sono le tante serrande chiuse degli esercizi commerciali del centro; sono le frazioni trattate come luoghi di serie B!

E se tutto questo può bastare per definire la situazione molto grave, il tutto risulta drammatico se ciò avviene alla presenza di un assessore “potenziale” candidata Sindaca che tace! Il bilancio di previsione 2019, potrebbe essere il suo bilancio, ma ciò non è bastato per spronare l’assessore Lungarotti a dare una seppur minima impronta sulla programmazione futura, i nostri anziani avrebbero detto “attacca l’asino dove vuole il padrone”. Il che già dimostra cosa ci aspetta, se non si cambia il governo di questa città.

Gruppo Consiliare Partito Democratico – Unione Comunale Partito Democratico Bastia Umbra

Bastia Umbra 02/01/2019

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