L’ultimo saluto al poeta Danilo Saccoccia.

Domenica 10 marzo, presso la Casa di Riposo “Andrea Rossi”, si è conclusa la vicenda terrena di DANILO SACCOCCIA (Assisi, dicembre 1940), personaggio amato da tutta la città – il poeta di Assisi- dotato di “rare virtù umane” come nella circostanza ha ricordato Gianfranco Chiappini (Ex Dirigente Comunale). Autodidatta dotato di non comune sensibilità aveva iniziato timidamente nel 1978 una produzione poetica capace di esprimere compiutamente lo spirito della città e premiata nel 1988 con la vittoria nella quarta edizione del premio “Insula Romana” (poesia inedita). Dagli stilemi formali, decisamente orientati al “frammento” per concisione epigrammatica sulla scia dei grandi lirici del passato, traspaiono alcuni elementi paradigmatici di una personalità unica come la sobrietà elevata a costume di vita e una costituzionale malinconia, ben diversa dalla rassegnazione. La sua poesia fatta di cromatismo tenue, di suoni ovattati, di luci soffuse che giungono dagli spazi siderali , ad un tempo presagio ed anelito di Pace, appartiene ormai al passato, ma continua a vivere nella memoria dei suoi amici tra i quali Francesco Frascarelli che ha pronunciato un commosso commiato al termine delle esequie celebrate nella Cattedrale di San Rufino dal parroco don Cesare Provenzi che ha anche letto alcune poesie scritte dal defunto per salutare Danilo accompagnato verso il Cielo da uno stormo di quegli uccellini da lui tanto amati.

13/03/2019

Pio de Giuli

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