MENCARELLI: “DAL «FATEBENEFRATELLI» AL «FATEBENEFRATELLINI»”

Nella pianificazione urbanistica, passata e presente, delle aree a ridosso del centro cittadino, tutto porta la definizione, vaga,  di “strategico”. Strategica l’ex avicola Petrini in via Firenze, strategica l’area Franchi (240.000 metri cubi di commercio, servizi, residenza), strategica l’area ex Lolli (commercio residenza, uffici, servizi), strategica l’area dell’ex Mattatoio e Piazza del Mercato (commercio, servizi, uffici, residenza), strategica l’area dell’ex Pic Petrini (commercio, servizi, uffici), strategica l’ex Deltafina (commercio, servizi, uffici), strategica l’area di Via Irlanda (residenza, servizi su scala urbana ecc.).  Non consideriamo, per ora, tutto l’ex stabilimento Petrini. Ognuno di questi comparti è un “polo urbano”, una città nella città (definizione data da progettisti e amministratori). L’assessore Fratellini sembra essere il più entusiasta di questa cementificazione senza infrastrutture viarie adeguate. Ha ereditato tutta una situazione, è vero, ma lui, per quanto lo riguarda, continua nei pasticci, a distribuire volumi un po’ dappertutto, sposta interi comparti come il cosiddetto “social house” dell’area Franchi, scomputa gli oneri delle opere di urbanizzazione agli operatori edilizi in cambio di realizzazioni viarie che non vedono la luce, è generoso, fa del bene, aiuta l’economia (lui dice), mentre tiene chiusa nei cassetti la variante generale del piano regolatore. Si attiene ai testi fondamentali della turbo cementificazione, scritti ai tempi delle giunte di sinistra dei “mattoni d’oro”. Quando, giorni fa, la colata è arrivata nell’area della ex Pic, urtando con le esigenze di spazio per il futuro del Centro Fieristico, persino il presidente Lazzaro Bogliari è saltato dalla seggiola e ha contestato il progetto.  Insomma operando con le mani assolutamente libere vorrebbe, con il “suo” centro-destra, continuare per altri cinque anni a plasmare la città curandosi poco del bene comune. Questo invece chiedono i bastioli: cioè vivere in una città dove vi siano vialoni alberati, spazi verdi, dove la vista spazi e non si arresti turbata di fronte a mostri edilizi. E se ci volgiamo alle zone di ristrutturazione più interne del centro urbano è la stessa cosa: basti guardare a quanto è avvenuto in via Cesare Fani, e può ripetersi in via Cesare Battisti, Via Bernabei, piazza Mazzini.  Una volta qualcuno coniò il motto “Salvare il Salvabile”. Ma sarà un’impresa possibile per chi dovrà guidare la futura amministrazione?

25/04/2019

Antonio Mencarelli

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